E posso darti degli altri nomi stupidi.

On air: Le Luci della Centrale Elettrica – Una Guerra Fredda.

È che ora come ora mi sento come se avessi affittato il mio cuore, bilocale da 300 euro al mese, a qualcuno che ne ha perso la chiave, o a qualcuno che non ha alcun interesse ad andarsene. Mi costringo a tenermi occupata per non pensare, perché sono emotivamente e sentimentalmente stanca, e forse c’è un Qualcuno o un Qualcosa che ha deciso di punirmi per dei peccati che io non ho commesso.
Inspiro ed espiro ripetendomi che sto bene, che ho tutto il tempo per riprendermi – ed in fondo sto bene, o almeno meglio di quanto mi aspettassi -, ma mi riesce difficile convincermene. Continuo a tenere la guardia alta perché sento che sotto un determinato livello di attenzione si farà strada in me lo scoramento. E non voglio, basta. Per due, tre giorni terrò le braccia strette al corpo, la testa altrove, i muscoli indolenziti, e poi vedremo. Lunedì ricomincio l’università, ed è il luogo ideale per svagarmi.
Intanto ho scoperto di essere dimagrita ancora, stamattina ero sotto i 48 chili. Andrò comunque ad iscrivermi in palestra, ho bisogno di rassodare rassodare rassodare e passare un po’ di tempo lontana da questa casa che mi stringe e mi soffoca sempre di più.

E posso darti degli altri nomi stupidi, degli altri campi gelidi.

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