Mi vida.

Chiedo venia, mi vida, non senti il lamento del tempo che passa?
L’arroganza che diventa stile ti fa sempre ridere?
Io no, non ci credo più,
Alle promesse di immortalità che lisciano la pelle 
Mentre affondo trattenendo il fiato. 
Sai,
Nascosti nel silenzio brividi e sospiri senza vita in cui mi so celare,
Sei sempre in fuga da te.
Dimmi che vuoi di più, 
Se vuoi qualcosa in più: 
Parrai sorprendermi. 
Ma non senti che
Il silenzio avanza lentamente?
Al disincanto il compito di ucciderci.
Dopo un’attenta analisi, confronti e riflessioni ho capito che io,
No, non ho capito niente di te,
Non ho capito niente di te.
Credendo di sapere quello che ci aspetta,
(Ho voglia di)
Vedendo come tutto cambia un’altra volta,
Chiedendomi se ancora tu mi stai ascoltando
(Perdermi)
Allora dimmi che sei qui e non stai fuggendo.
Chiedo venia, mi vida, non senti il lamento del tempo che passa?
Ma quale noia mi da
Farmi incantare dall’eccesso per giustificare
E fingere di non vedere i miei difetti.
Sai,
Io drogo i sensi per assecondare istinti che mi inchiodano e mi legano qui.
(Sei sempre in fuga da te)
Gioia cercarsi e ridere,
Senza vestirsi di una calma sempre più apparente.
E non mi accorgo che 
Io sono il mio peggior nemico,
Un fragile gigante perso tra i miraggi del suo ardore.
Credendo di sapere quello che ci aspetta,
(Ho voglia di)
Vedendo come tutto cambia un’altra volta,
Chiedendomi se ancora tu mi stai ascoltando,
(Perdermi)
Allora dimmi che sei qui e non stai fuggendo…
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