SLC Punk!

E’ un film che ti lascia l’amaro in bocca. Non c’è redenzione, alla fine, se non attraverso una punizione; ed è una cosa che ho notato in tutti i film associabili allo stesso genere: Noi, ragazzi dello zoo di Berlino; Amore Tossico; Requiem for a Dream, per arrivare a Trainspotting, che forse è quello che gli assomiglia maggiormente.
Comunque, è un film che, seppur girato più di dieci anni fa,  andrebbe fatto vedere a tutti quelli che insistono per darsi un’etichetta, sopratutto agli alternative:

“Scusa, non sei in rivolta contro la società? […] Non sarebbe un miglior gesto di ribellione se tu perdessi meno tempo per farti la tintura blu sui capelli e a girare per trovare vestiti punk? […] Tu vuoi essere un individuo, giusto? A me però sembra che tu indossi un’uniforme, ti vesti da punk, e non è una ribellione, è una moda.  […] La ribellione è nella testa, non la puoi creare: sei così, e basta.”

Il monologo finale m’ha ricordato, in special modo, quello di Trainspotting: vi sono molti punti in comune, leggendoli di seguito sembrano presi dallo stesso film:

Ed eccomi qua, stavo per andare ad Harvard. Era ovvio: sarei diventato un avvocato e mi sarei inserito nell’odiato sistema e questo perché… Io, ero come mio padre e lui lo sapeva. Che altro avrei potuto fare? Diciamoci la verità, l’anarchia non aveva futuro. Vero è che finché c’avevo creduto, non c’avevo mai pensato al futuro. Noi eravamo sicuri che il mondo stesse per finire, poi, dato che non accadeva, dovevo inventarmi qualcosa. Perciò al diavolo. Comunque, avrei sempre potuto, come avvocato a New York, mettere in croce i giudici. In fondo in quanto a sovvillatore ero il futuro. Ed ero anche uno di quelli per i quali, i miei genitori, con arroganza estrema, avevano salvato il mondo affinché noi potessimo mandarlo a puttane. Avrei potuto arrecare molti più danni al sistema dall’interno che non da fuori.

La verità è che sono cattivo, ma questo cambierà, io cambierò, è l’ultima volta che faccio cose come questa, metto la testa a posto, vado avanti, rigo dritto, scelgo la vita. Già adesso non vedo l’ora, diventerò esattamente come voi: il lavoro, la famiglia, il maxitelevisore del cazzo, la lavatrice, la macchina, il cd e l’apriscatole elettrico, buona salute, colesterolo basso, polizza vita, mutuo, prima casa, moda casual, valigie, salotto di tre pezzi, fai da te, telequiz, schifezze nella pancia, figli, a spasso nel parco, orario d’ufficio, bravo a golf, l’auto lavata, tanti maglioni, natale in famiglia, pensione privata, esenzione fiscale, tirando avanti lontano dai guai, in attesa del giorno in cui morirai.

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