Ci sono io.

A volte mi chiedo in che modo arrivi ciò che scrivo. C’è chi fa proprie quelle parole, convinto che siano parte di sé, che siano specchi di una situazione neanche troppo ipotetica.

Non è così.
Ormai in quelle righe ci sono io, che tento di riappropriarmi di un egoismo che in realtà non mi è mai appartenuto.
Ci sono io che stilo accurate liste di ciò che dovrei fare, perché la mentre è altrove e non mi permette di ricordare tutto.
Ci sono io e le mie occhiaie profonde a segnare nottate passate quasi del tutto sveglia a fare non so neanche io cosa.
Ci sono io ed il sangue che mi scorre nelle vene e che sento pulsare veloce sotto la pelle quando questo tiepido sole primaverile la riscalda appena.
Ci sono io che tento di recuperare i miei spazi, troppo a lungo soppressi.

Ci sono io, che mi sono sentita felice come non mi capitava da tempo.
Sarà la primavera, sarà che gli idioti sbocciano come fiori sugli alberi…

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