Alba.

L’ultima volta il sole era sorto coi riflessi violetti delle cinque del pomeriggio. Dove ci porteranno le nostre esumazioni di vecchi discorsi e paranoie comuni.
Inocularsi in una piazza desolata, in un giardino vuoto dietro una fontana. E gli alberi ridevano danzando intorno alle disperazioni umane così lontani così invidiosi di una vita non loro.
L’aperta campagna elettorale aveva mietuto le sue vittime come ogni anno ed alla fine la successiva glaciazione aveva imbiancato ogni tetto, anche quello dei nostri capelli arruffati. Un cielo mutilato abbaiava contro i gatti che rovistavano tra la spazzatura e gli scarti della mia vita.
Raccattare i pezzi e costruirsi un rifugio con i cartoni avanzati del proprio respiro in fiamme. E chissà quando tornerà lo sguardo affannato per troppe corse degli occhi e per lo sbattere aritmico delle palpebre.

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