1786

Le nostre anime si arrovellavano, perse nella duttilità del momento.
Idiosincrasia del terzo millennio, bruciami le cellule attraverso immagini delle città stellate che ci morivano addosso. Precipitavo tra la cenere dei resti di chiunque inalando secoli di storia trasformati in statue del nostro fallimento duraturo.
E mi chiedevo se seguire la mia ombra all’estero come Peter Pan, nell’attesa mai vana che mi spuntassero ali, ali nere delle angosce versate.
Che ne sarà di questi angoli di anima ora che non mi appartengo più.
Se mai mi sono appartenuta davvero, persa nella disperata ricerca di qualcuno a cui non valesse la pena di appartenere, l’autolesionismo latente delle mie dita che si ritrovavano chiuse intorno alla mia gola.
Scrivo di me su carta esausta, che ora non servirà più nessuno, pronta per la pattumiera e più nobile rappresentazione della vita: produci, consuma, crepa.
Crepa.


Crepa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...