Je suis Charlie?

A colpirmi maggiormente, all’indomani dell’attacco alla sede del Charlie Hebdo, sono state le (prevedibili) reazioni.
Lungi da me l’addentrarmi in noiose ed estenuanti discussioni di carattere teologico: non ho letto il Corano e della Bibbia conosco soltanto qualche pezzo, ma trovo che chi afferma che il primo sia un libro pieno di violenza e il secondo di pace dovrebbe ripassare le sorti di Sodoma e Gomorra, per fare l’esempio più conosciuto.
E non commenterò neanche tutti quelli che hanno scritto frasi ributtanti come “ora non ridete, più, eh?”, “se lo sono meritato”, “così imparano”. Non sono degne di alcun commento, nella loro piccolezza.
No, vorrei più che altro soffermarmi su due diverse tipologie di individui che, puntuali come il tipo che grida AMBO una volta estratto il primo numero della Tombola (sono ancora provata dal Natale, sì), si sono presentate all’appuntamento con la Morte Illustre del Giorno.
La prima è ovviamente rappresentata dagli Ipocriti, santi paladini delle Libertà individuali, che si strappano le vesti e scrivono papiri indignati su come la Libertà di Espressione sia da garantire sempre, in ogni occasione, e il diritto alla satira sia sacrosanto, da difendere con i denti contro gli estremismi di ogni specie. E poco importa se sono i primi a negare questa libertà agli altri. Tra loro figurano, ad esempio, Barbie Xanax, la famosa (?) youtuber che con il suo intervento fece licenziare Nebo dalla rivista GQ per un articolo DA LEI additato come ‘offensivo’ per la vittima (non aggiungo altro, qui Roberto Recchioni riassume la vicenda), e Aurelio Mancuso, giornalista che segnalò a gran voce Umore Maligno, noto sito (e pagina facebook) satirico, Salvini – e per lui non c’è bisogno di spiegazione.
La seconda, quella degli Sciacalli (da tastiera), che approfittano della confusione per attirarsi like, commenti o click da monetizzare: primo fra tutti, Beppe Grillo (coadiuvato dai vari Sibilia e Bernini), seguito a breve distanza dal terrazzinaro più illustre d’Italia, il signor Nò, che mettono in dubbio la veridicità dell’attentato, affermando che si tratta di comparse assoldate dalla CIA / dall’UE / dal Bildeberg / dai Massoni / dai Rettiliani / dai Rotschild – qualcuno mette addirittura in dubbio che siano morte delle persone.
A tutti costoro auguro di riuscire ancora a guardarsi allo specchio senza farsi schifo. E che imparino a stare in silenzio di fronte al dolore altrui.

Il mio pensiero lo affido a due vignette, una di Zerov (disegnatore de I De Complottis) e l’altra di Don Alemanno (disegnatore di Jenus).

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