Morning pages – 11.01

​C’è qualcosa di strano stqmattina, ma non riesco a inquadrare cosa sia di preciso. Fa freddo, il mondo è un ventre bianco di parassiti sanguinolenti che si contorcono l’uno sopra l’altro nel tentativo di prevalere.

È il vento che si insinua sotto la finestra e fa gracchiare il vetro. Che ho sognato stanotte? Ultimamente le mie notti sono migliori dei vostri giorni, no, sono popolate da strani individui. 

Dormite di molte ore ma con poco riposo. Come mai mi sveglio già stanca? 

La tensione fascia il petto. Piccoli triangoli di luce in questa oscurità delle palpebre. C’è traffico fuori.

Buon anno.

Buon anno, amici
Buon anno a voi
Calici in alto, brindo a tutti noi
Un anno buono, cari amici miei
Buon anno passato, a voi…
Eccovi il cuore, non mi serve ormai più a niente
Macellatelo e divoratelo
Tenete voi questi soldi maledetti
E buttateli, sperperateli.
Anno più, anno meno
Che sia un anno sereno
Meglio di quello passato
Non guardatevi indietro
Che stronzata colossale dover sempre migliorare
E soffrire per amore, come fosse naturale
E dimenticare tutto per l’anno venturo
Ma oggi non ho voglia di pensare al futuro!
Anno più, anno meno
Che sia un anno pieno
Di grandi soddisfazioni
Avventure e passioni
Io da buon guastafeste non mi aspetto proprio niente
Perché l’anno che è passato mi ha lasciato senza fiato
Io lo so che sarà meglio o quanto meno uguale
Ma oggi non è cosa, voglio solo ricordare
Buon anno amici, buon anno a tutti voi
Siate contenti e felici, con chi volete voi
Stringete forte chi vi ama, non lo lasciate mai
Basta distrarsi, che poi, che poi…

Se il 2016 fosse un’immagine.

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[Spiegone per chi non segue Game of Thrones – eventuale spoiler per chi non ha visto la sesta stagione – insomma, siete avvisati e consapevole che continuate a leggere a vostro rischio e pericolo. E armatevi di fazzoletti.

Hodor, l’uomo nella gif, è un garzone nelle stalle di Grande Inverno. Viene presentato già dall’inizio come una figura positiva: nel primo libro, sotto il POV di Bran, viene descritto come Hodor che sorrideva sempre, si prendeva cura del suo pony, non diceva mai niente a eccezione della parola “Hodor”; più in là viene descritto come il gigante dalla mente semplice. Il suo vero nome è Walder, bisnipote della vecchia Nan, altro personaggio positivo di Grande Inverno che, sebbene marginale, ci riscalda il cuore e com’è ovvio che sia muore in malo modo. Nessuno aveva idea da dove provenisse la parola Hodor, ma nel momento in cui il ragazzo aveva cominciato a pronunciarla, tutti avevano preso a chiamarlo così. Era sempre stata l’unica parola che avesse mai detto. Dopo che Bran Stark cade dalla torre rimanendo paralizzato, Hodor diventa le sue gambe, sollevandolo e portandolo sulle spalle, comportandosi in modo fedele anche dopo la loro fuga da una Grande Inverno in mano a Theon Greyjoy, verso l’ancor più selvaggio Nord, fino al di là della Barriera.

Il perché Walder Hodor pronunci solo e soltanto quell’unica parola ci viene rilevato durante la sesta stagione, nell’episodio 5 (The Door, riportato in italiano con il titolo Il tempo è giunto). Bran ed il Corvo a Tre Occhi stanno facendo un’allegra scampagnata nella Grande Inverno del passato, e Bran incontra Walder prima che pronunci soltanto Hodor, anche se quest’ultimo non può vederlo. Nel frattempo, gli Estranei hanno raggiunto la caverna dove Bran e i suoi seguaci si erano rifugiati: nella fuga, Bran si impossessa della mente dell’Hodor del presente e lo costringe a tenere chiusa la porta contro cui gli Estranei si stanno scagliando. Hodor, il gigante buono che è stato al fianco di Bran per tutto questo tempo, muore dilaniato nell’obbedire a quel comando, ma lo sforzo di Bran è talmente forte da avere ripercussioni anche sul Walder della sua visione, che cade a terra in preda alle convusioni ripetendo una frase. Nella versione inglese, Hold the door, tieni chiusa la porta, che si contrae in Hodor; nella versione doppiata in italiano, Trova un modo diventa prima Tomod, poi Hodor, la parola che ripeterà per tutta la vita.]

Ci saranno giorni scuri,
Un inferno a cui tornare.

26.12.2016

In questo periodo avrei così tante cose da fare, ma alla fine non riesco a portare a termine altro se non perdere tempo. Ore intere trascorse a non far nulla in particolare.

Tempo che diventa giorno dopo giorno sempre più prezioso.

Eppure lo perdo con così tanta facilità che dovrei vergognarmene. D’accordo, la situazione a casa non mi aiuta ad avere una predisposizione d’animo costruttiva, non è difficile rendersene conto né ammetterlo, ma è allo stesso modo troppo facile pensare che il motivo sia solo questo. Diventa una scorciatoia troppo comoda.
Un anno è passato ed io ho ottenuto ben poco. Questo 2016 volge al termine ed è stato finora solo un altro anno buttato alle ortiche.

Dovrei fare propositi per il nuovo anno? Pormi obiettivi?
A che pro?